Claretta, diciotto anni, era l’incarnazione, in questo nostro mondo contemporaneo, di Afrodite, la dea della bellezza e dell’amore. Ma, di certo, la divinità greca non era serpentina, corrotta, depravata, perversa e viziosa come la sensuale e prorompente diciottenne. In buona sostanza, la ragazza era una summa - sul piano dell’erotismo - di tutte le trasgressioni, sconcezze e immoralità di questo mondo. Commise e partecipò alle più laide sconcezze, ma finché non incontrò Toni, si era mantenuta perfettamente VERGINE. Illibata, insomma. Sia davanti, che dietro.
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